Ancora bigotti di Edoardo Lombardi Vallauri

Ho letto l’interessante saggio Ancora bigotti. Gli italiani e la morale sessuale di Edoardo Lombardi Vallauri. L’opera affronta temi a me cari. In particolare, con Vallauri condivido alcune idee sul fatto che la morale sessuale, contraria ai rapporti non esclusivi, si sia sviluppata in un contesto in cui la mancanza di metodi contraccettivi efficaci rendeva, per certi versi, “necessario” limitare la libertà sessuale delle donne, al fine di assicurare al marito la certezza di essere il padre dei discendenti ai quali trasmetteva le proprie ricchezze. Trasmissione che migliorava la probabilità che i discendenti a loro volta potessero accoppiarsi con successo, perpetuando così i geni del nonno. Di tale meccanismo ho trattato diffusamente in Perché si fa poco sesso, lamentando, come Vallauri, che, in un’epoca in cui i metodi contraccettivi hanno separato la sessualità dalla procreazione, si continui ancora a limitare la libertà sessuale causando infelicità. L’autore, nel capitolo “le ipocrisie di coppia” accenna anche alle tensioni che deve affrontare anche chi, teoricamente, predica il libero amore ma poi lo vede messo in pratica, con altri, dalla persona che ama. Questo è uno dei problemi con il quale ho stressato il protagonista del mio romanzo Indietro non si può. Il saggio di Vallauri esamina anche una serie di altri temi, provando che la morale sessuale è uno degli aspetti per cui la nostra civiltà è progredita di meno. Il testo invita a una serie di riflessioni non scontate e per niente banali che ci permettono di capire meglio il funzionamento del mondo in cui viviamo. 

La quarta di copertina

Questo libro sostiene l’ipotesi non ovvia che la «morale per eccellenza», cioè quella che riguarda il sesso, sia una delle cose in cui la nostra civiltà è progredita di meno negli ultimi 4000 anni. Chi ritiene di non avere limiti non oserebbe mai farlo in piú di due. Tutte le coppie ostentano una stretta monogamia, e ogni contatto con terzi è considerato un tradimento che può distruggere il rapporto. Anche i giovanissimi vivono sostanziali matrimoni di reciproca sorveglianza. E mentre tutti si dichiarano libertari, di fatto si danneggia continuamente la reputazione delle persone a partire dai loro comportamenti sessuali. Nel profondo la morale sessuale è mutata pochissimo, e per alcuni aspetti sta tornando indietro, come segnalano molti intellettuali. Il libro si rivolge a coloro che sono perplessi rispetto al perdurante ruolo degli insegnamenti cattolici nel condizionare la mentalità comune, e rispetto ai principî cui obbedisce tuttora il legislatore in materia di diritto di famiglia. E viene incontro ai figli – e alle figlie – di genitori piú o meno dichiaratamente repressivi. Ma soprattutto, vuole indurre a dubitare della propria convinzione di essere liberi.

Massimo Acciai Baggiani recensisce Perché si fa poco sesso

Approfondita recensione di Perché si fa poco sesso su Segreti di Pulcinella da parte di Massimo Acciai Baggiani.


“Immaginiamo degli alieni che provengono da un lontano esopianeta per studiare la Terra e i suoi abitanti umani. Immaginiamo anche che questi alieni si riproducano in modo asessuato – per mitosi o magari per clonazione – e che non abbiano mai osservato prima la riproduzione sessuata. Sarebbe per loro una scoperta straordinaria, incomprensibile, magari anche un po’ disgustosa… non si capaciterebbero del perché di tante complicazioni. Il sesso infatti, osservato un punto di vista esterno, segue delle regole piuttosto assurde e antieconomiche: ha una sua logica, certo, ma a vantaggio della specie e non del singolo individuo, ridotto parrebbe a strumento nelle mani di Madre Natura.

Come tutti, anch’io mi sono interrogato sui misteri del sesso, scoprendo ben presto che questo è una cosa ben diversa dall’amore: ci può essere l’uno senza l’altro, cosa piuttosto evidente anche se molti continuano a confondere i due concetti. Molte delle mie riflessioni le ho ritrovate nel saggio di Sergio Calamandrei Perché si fa poco sesso – volume numero 2 del più ampio Progetto Sesso Motore – esposte in modo chiaro e sistematico, in una prosa chiara e scorrevole. Calamandrei si rifà alla psicologia evoluzionistica, con alcuni apporti personali quali la Teoria del Primo Sguardo, la Teoria del Giorno Giusto e la Teoria della Povertà Sessuale: frequenti sono i riferimenti, in nota, a seri studi scientifici a riprova delle affermazioni riportate. Affermazioni che possono certo non piacere ad alcuni, coloro che hanno un’idea più “romantica” e meno materialistica del rapporto di coppia… prosegui su Segreti di Pulcinella

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SESSO MOTORE 2: PERCHE’ SI FA POCO SESSO di Sergio Calamandrei

Le donne nel periodo dell’ovulazione vestono di rosso #sessomotore #SM2

Rita-Ora-vs-Taylor-SwiftL’articolo Gli impercettibili segnali della fecondità femminile: dagli aspetti evoluzionistici a quelli culturali di Luciano Arcuri (pubblicato su The inquisitive mind) illustra le varie associazioni tra il colore rosso e la passione. I vari esempi citati nell’articolo segnalano “la forza di una associazione tra desiderio sessuale e colore rosso rilevata grazie ad una sorta di condizionamento culturale. Potrebbe però essere che il fenomeno rivela una predisposizione innata a percepire il rosso come un segnale di tipo sessuale. Dati favorevoli a questa interpretazione sono stati ottenuti recentemente nell’ambito di una ricerca condotta in una piccola comunità del Burkina Fasu (ad es., Elliot, Tracy, Pazda, & Beall, 2013).”  La ricerca confermerebbe l’associazione innata tra rosso e sesso. KellyLeBrockLaSignoraInRossol

L’articolo, dopo aver trattato vari argomenti interessanti, torna sul rosso con questa interessante conclusione:

“dato che la finestra temporale della fertilità femminile è piuttosto ridotta, può diventare adattivo per le donne indossare dei vestiti capaci di aumentare agli occhi dei maschi il grado di attrazione sessuale, in maniera particolare durante quel periodo. Le donne allora tenderanno ad adornare il proprio corpo con oggetti rosa o rossi e questo farà parte di una più ampia strategia destinata a farle apparire sessualmente più attraenti nel periodo di picco della loro fertilità. I ricercatori (Beall & Tracy, 2013) hanno controllato la loro ipotesi verificando la probabilità con cui giovani donne avrebbero indossato un abbigliamento dal colore rosso o rosa durante quel periodo, a confronto con altre fasi del ciclo mestruale. I risultati hanno confermato che con maggiore probabilità (40%) le donne ad alto rischio di gravidanza indossavano abiti rossi o rosa a confronto con le donne a basso rischio (7%). I ricercatori hanno suggerito che questa predisposizione potrebbe essere la traccia di un meccanismo adattivo ereditato dai primati nostri antenati: In maniera specifica nelle femmine di scimpanzé durante il periodo dell’ovulazione, i genitali, a causa di un aumento della loro vascolarizzazione, assumono una caratteristica colorazione rosa/rossa. La visibilità di questa zona renderebbe adattivo per i maschi di questa specie il fatto di percepire come attrattiva la colorazione rossa dei genitali femminili e questa tendenza si tradurrebbe nell’attivazione di un meccanismo cognitivo grazie al quale i maschi dei primati umani associano il colore rosso alla piacevolezza e al desiderio sessuale.”

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Leggi l’intero articolo Gli impercettibili segnali della fecondità femminile: dagli aspetti evoluzionistici a quelli culturali di Luciano Arcuri