STORIA DI UN GENOCIDA CHE SA INVENTARE MONDI IMMAGINARI

Un interessante libro sull’impatto della specie umana sul mondo. Ne parlo anche SESSO MOTORE 2: PERCHE’ SI FA POCO SESSO

La legenda di Carlo Menzinger

Image result for yuval noah harari da animali a deiQuando ho iniziato a leggere “Da animali a Dei” (2014) dello storico israeliano Yuval Noah Harari(Kiryat Ata,Israele 24/02/1976) non pensavo che questo saggio potesse aiutarmi ad approfondire il tema di cui ho parlato nel mio recente articolo “Sopravvivremo alla Sesta Estinzione di Massa?

Il volume, invece, presenta alcuni capitoli assai importanti per comprendere che l’umanità non ha cominciato a danneggiare in modo grave l’intero pianeta solo negli ultimi 200 o 500 anni per effetto della rivoluzione industriale e dell’incremento demografico. Da questo saggio emerge con evidenza come persino gli antichi coltivatori-raccoglitori di epoca pre-agricola, vissuti cioè tra 70.000 e 15.000 anni fa, sono stati in grado di provocare l’estinzione di un grandissimo numero di specie, in particolare gli animali terrestri di grossa taglia, che furono sterminati in maniera quasi totale soprattutto nei continenti in cui l’homo sapiens si trasferì in modo pressoché improvviso…

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L’andamento ciclico della moralità nella storia #sessomotore

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Ho cercato statistiche sull’andamento della promiscuità sessuale nel corso della storia, sia nei ceti più elevati sia in quelli più umili, ma sinora non ho trovato dati che consentano di confrontare in modo scientifico le varie epoche. So solo che da quasi tutte le civiltà ci sono giunte leggende e storie che fanno un gran parlare di sesso, amore e tradimenti e che la prostituzione sembra essere sempre esistita.
Nel suo articolo La libertà sessuale, tra storia e sociologia. Un tentativo di approfondimento (2006, http://ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=3600) Carlo Gambescia evidenza l’esistenza di un andamento ciclico della moralità nella storia e lo collega a un meccanismo di saturazione sociale: “Sul piano storico la sessualità in Occidente ha osservato un andamento ciclico: la nostra non è l’epoca per eccellenza, come dire, del “sesso matto” o sfrenato: Lawrence Stone, uno storico inglese che ha studiato questi problemi, ha rilevato un’alternanza di fasi “repressive”: ascesa del cristianesimo (secoli III-VI); nascita della città borghese (secolo XIII): riforma e controriforma (secolo XVI): consolidamento delle borghesia puritana (secolo XIX); e di fasi “permissive”: il mondo greco-romano antecedente al cristianesimo; il rilassamento morale tardo medievale (secolo XI-XII); la prima modernità, già libertina, almeno in alcune sue élite (secoli XVII-XVIII); la seconda metà del Novecento che ha identificato la libertà sessuale col progresso e la civiltà. Quel che emerge dalle indagini di Stone è che la “sessualità normale” non è mai esistita. La realtà storica è sempre stata caratterizzata da eccessi nell’uno e o nell’altro senso: o troppo o troppo poco. Di conseguenza l’equilibrio interiore dell’uomo, ma questa è una nostra considerazione, non può che risentirne ogni volta. Sul piano sociologico invece si può parlare di regolazione sociale del “residuo sessuale”: termine introdotto da Pareto. Ogni società, o gruppo sociale, ha sempre regolato questo residuo (“il semplice appetito sessuale”) in chiave permissiva o repressiva, “imprimendo” su quella che è un’attività fisiologica, i più diversi valori. In questo senso è “normale” quel che rispecchia i valori e i comportamenti dominanti […] Continua a leggere

Casanova e la sua follia

Heath Ledger as Casanova

L’autobiografia di Casanova è un libro bellissimo che non cessa mai di stupire e divertire. Io ne ho letta una versione ridotta che arriva solo alla sua giovinezza ma non escludo di leggerne l’imponente versione integrale (il manoscritto originario, acquistato nel 2010 dalla Biblioteca nazionale di Francia, è di più di 3.700 pagine). Un riassunto della vita di Casanova è in questo ricco articolo di Bruno Medicina: Il segreto di Casanova.

In Indietro non si può (SESSO MOTORE 1) ho voluto rendere omaggio a Casanova inserendo una prima edizione delle sue memorie tra i libri che l’investigatore Domenico Arturi nota visitando insieme al suo assistente Carboni la biblioteca della bella contessa Sonia.

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– Un volume così piccolo è facile da rubare – osservai. Quindi presi in mano il primo di una serie di dodici tomi con legature in cuoio di color granata. – Mentre invece questi, le Memorie di Casanova, pur se delle stesse dimensioni, sono troppi per poterseli infilare nelle tasche del cappotto.
Passai a Carboni l’autobiografia di Casanova che l’aprì e lesse, stupito: – “Aus den Memoiren des Venetianers Jacob Casanova de Seingalt…”. Ma è in tedesco!
– Già! – disse Sonia, prendendo il libro. Tradusse: – “Dalle memorie del veneziano Giacomo Casanova de Seingalt, o la sua vita come l’ha messa in iscritto lui a Dux in Boemia. Dal manoscritto originale a cura di Wilhelm Von Schütz.” È la vera prima edizione delle Memorie scritte da lui medesimo, pubblicata a Lipsia in tedesco dal 1822 al 1828.
– Le aveva scritte in francese, vero? – chiesi.
– Sì. – Alla contessa brillavano gli occhi. – Era una lingua più diffusa a corte rispetto all’italiano e Casanova ci teneva a scrivere un libro che avesse successo e tramandasse ai posteri la leggenda della sua vita. Fece bene, perché in questo modo la sua autobiografia entrò a far parte della letteratura francese che allora andava per la maggiore. – Il suo neo tirabaci ballava allegro. – Peccato: se Casanova avesse scritto in italiano senza dubbio sarebbe considerato il nostro migliore prosatore della sua epoca.

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